Un nuovo straordinario viaggio nel tempo.


IMPERO
di Alberto Angela

Un nuovo straordinario viaggio nel tempo.
Il viaggio alla riscoperta dell’Impero inizia in Inghilterra. Anzi in Britannia, come si chiamava al tempo degli antichi romani. Il cicerone, come si dice in questi casi, “d’eccezione” è Alberto Angela, autore di Una giornata nell’antica Roma che ha conquistato centinaia di migliaia di lettori in Italia e nel mondo, riportando la storia in vetta alle classifiche dei bestseller. Per ogni tappa Angela trova e rivela una storia, una curiosità, un pezzo di vita quotidiana pronto a sorprenderci tanto è straordinario eppure simile a noi. Ogni particolare citato è documentato da studi e ritrovamenti, ma il fascino della storia è all’altezza dei romanzi più riusciti. Dopo il successo enorme del suo primo libro, Alberto Angela esce dal’Urbe e ci racconta, alla sua maniera, con un’efficacia che è diventata un marchio di fabbrica, come si viveva nel resto d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo, quando Roma era caput mundi.

L’AUTORE Alberto Angela è nato a Parigi nel 1962. Laureato in Scienze Naturali, dopo una lunga attività di scavi e ricerche in Africa e in Asia, si è dedicato a tempo pieno alla divulgazione diventando uno degli autori di “Superquark” e “Quark Speciale”. Da oltre dieci anni cura “Passaggio a Nord Ovest” su Rai Uno, conduce ed è anche l’autore, insieme al padre Piero Angela, del programma “Ulisse, il piacere della scoperta”, in onda su Rai Tre. Ha pubblicato Musei (e mostre) a misura d'uomo (Armando, 1988) e vari libri con il padre Piero Angela fra cui La straordinaria storia di una vita che nasce (Mondadori, 1996), Squali (Mondadori, 1997), Viaggio nel Cosmo (Mondadori, 1998). Nel 2007 è uscito il suo grande bestseller Una giornata nell’antica Roma (oltre 300.000 copie vendute).

Un nuovo caso per il commissario Passerini





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IL COLLEZIONISTA DI OROLOGI
di Roberto Raisi

L'uccisione di Alba Fregna, una importante collezionista di orologi, scatena profondi rancori e aspre rivalità nel paese di Molinella che, pur essendo nella provincia di Bologna, guarda anche verso la Riviera Adriatica, con cui condivide molti odori e sapori, la piada alla cipolla, per esempio.

Il commissario Gianni Passerini dà il via alle indagini e, con l'aiuto dell'amico Santo Merendino, agente di commercio e appassionato investigatore dilettante, scava nelle vite e nel passato dei personaggi coinvolti, portando alla luce fatti, vicende e traffici illegali.

Poi, la sparizione di uno degli orologi più rari al mondo, rubato durante una festa privata, scatena un'ulteriore serie di reazioni intessute di passioni e di gelosie. Il tutto, nella calda atmosfera padana, che erompe nei commenti e nel cicaleccio dei clienti di Montecitorio, che altro non è se non il nome dato alla bottega del barbiere Enrico, il vero centro del paese...

Questo libro è stato scritto con un sistema che si può definire custom made, cioè su misura.
L'idea infatti parte dalle persone, che hanno prestato il loro nome e cognome e il proprio volto ai personaggi immaginari, comparendo così nelle foto pubblicate all'interno del libro. Sono quindi donne e uomini veri,, reali, autentici. E' il racconto che li rende diversi dalla vita quotidiana, trasformandoli negli attori e nelle attrici di una storia completamente immaginaria.

presentato da Renza Arbore






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COME SI RIDE A NAPOLI
di V. Marsiglia e C. Missaglia
presentato da Renza Arbore


«Questo volume ci regala una antologia di macchiette e di canzoni umoristiche napoletane che vanno rivalutate e necessariamente inserite nel portfolio (ora pare che si debba dire così) del futuro, tra i grandi capolavori dell’arte del Novecento. Accanto al rock e al jazz, che certamente rappresentano i generi più significativi e creativi del secolo appena passato. Mi piace sottolineare un altro aspetto che testimonia il valore assoluto di questa canzone umoristica: la sua meravigliosa libertà. Possiamo parlare di “canzoni libere”, perché siamo costretti a rimpiangere la leggerezza e l’autonomia di cui disponevano i loro autori e interpreti, del tutto svincolati dalle ossessioni del mercato discografico. Insomma, uno degli ultimi grandi esempi dell’arte per l’arte.»
Renzo Arbore

«Il mondo ha riscoperto da tempo la canzone napoletana classica. Penso che adesso tocchi alla macchietta e alla tradizione della canzone umoristica napoletana venir fuori e raccogliere ciò che merita. Qualcuno può pensare che si parli di generi minori. Sbaglierebbe. Intanto la macchietta contiene tutti gli ingredienti del miglior umorismo, e poi affianca in maniera decorosissima la canzone napoletana. Questa antologia, curata da quell’autentico studioso in materia che è Carlo Missaglia, raccoglie per la prima volta storia e testi della canzone umoristica e della macchietta. Per permettere al pubblico non meridionale la comprensione dei versi e di quegli inimitabili doppi sensi e delle “arditezze” che sono il cuore di questi testi, ci saranno spiegazioni dettagliate e note.
Non è affatto casuale che il libro sia affiancato da un dvd registrato proprio da me al Teatro Augusteo di Napoli. Il repertorio è stato rilanciato da Vittorio Marsiglia, l’interprete e l’autore oggi più importante e significativo, e anche il più popolare, di quest’arte di far ridere attraverso la canzone. Marsiglia è accompagnato dalla sua orchestra e dalle esplosioni continue di risa del numerosissimo pubblico che regolarmente affolla le sue esibizioni.
È materiale che garantisce sane risate. Con un sapore che proviene dal passato e che sa essere ancora sorprendente e moderno.»

AUTORE Vittorio Marsiglia, nato a Benevento, inizia la carriera come bassista degli Albatros. Debutta in teatro nel 1973 con lo spettacolo Isso, essa e ’o malamente, regia di Giancarlo Nicotra. Lavora con Fabrizi in Baci, promesse, lusinghe, illusioni, con Aldo e Carlo Giuffré nella Francesca da Rimini, con Bramieri in Pardon Monsieur Molière. In televisione con Corrado ne Il pranzo è servito, con Mara Venier e Pippo Baudo in Domenica In, con Renzo Arbore in Caro Totò, ti voglio presentare, con Gigi e Andrea in Grand Hotel, con Loretta Goggi in Ieri, Goggi e Domani e altre ancora. Nel cinema ha lavorato con Manfredi, De Crescenzo e Anthony Quinn. È l’ultimo interprete delle macchiette e ha inciso vari cd e dvd.

AUTORE Carlo Missaglia nasce a Napoli, dove a tredici anni inizia la sua attività di cantante-chitarrista. Per anni gira l’Italia con varie formazioni musicali. Nel 1965 arriva in finale al Festival di Napoli e parte in tournée per gli Usa con una sua orchestra. Al rientro, nel 1973, incide per l’etichetta discografica dell’amico Peppino di Capri l’lp Napoli a modo mio, che riscuote un grande successo. Partecipa a varie trasmissioni televisive e radiofoniche, ma continua a esibirsi in serate in tutto il mondo. Ha pubblicato un’antologia della canzone napoletana dal 1537 ai giorni nostri, in dieci volumi, con brani inediti di Cimarosa, Pergolesi e altri Grandi. Giornalista, è ritenuto uno dei massimi studiosi della storia della Canzone Napoletana. Il 2 giugno 1999 gli è stata conferita dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana.











Barbara D’Urso, le donne che hanno avuto la forza di rialzarsi...






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PIÙ FORTI DI PRIMA
di Barbara D'Urso
Storie di donne dalla tragedia alla rinascita

In questo suo primo libro Barbara D’Urso, la regina della domenica, racconta le vicende esemplari di donne che hanno avuto la forza di rialzarsi, che dopo una tragedia si sono riscoperte più forti di prima. Le protagoniste sono persone comuni che la D’Urso ha incontrato e intervistato nella sua trasmissione. Sono storie di grande coraggio, come quella di Alessia, che,
con le gambe amputate a causa di un abuso di cocaina, indicando i due tubi d’acciaio infilati nelle scarpe da ginnastica confessa: “Comunque, anche senza gambe, io sono molto carina, come vedi... E d’altra parte, ci sono donne che lottano tutta la vita per avere caviglie sottili come le mie....”.

L’AUTRICE Barbara D’Urso, presentatrice tv e attrice, si è resa nota al grande pubblico con programmi come “Il grande fratello”, “Lo show dei record” e la serie tv “La dottoressa Giò”. Attualmente conduce “Pomeriggio Cinque” e “Domenica Cinque”.

John Grisham. Ancora un thriller dal ritmo teso...







IO CONFESSO
di John Grisham

Io confesso è un thriller dal ritmo teso e con personaggi indimenticabili che riconferma il profondo interesse di John Grisham per i grandi temi sociali e di attualità, offrendo un’amara riflessione sul sistema giudiziario americano e soprattutto sulla pena di morte.
Quando in una fredda mattina d’inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell’incontro cambierà la sua vita per sempre. L’uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l’omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Donté si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia e Robbie Flak, il suo avvocato, noto per l’impegno sociale e il carattere bellicoso, si sono battuti per nove anni con ogni mezzo per dimostrarlo; il caso ha suscitato un enorme scalpore, ma finora tutto è stato inutile. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all’esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? Come può un pregiudicato convincere avvocati, giudici e politici che stanno giustiziando l’uomo sbagliato? In una spasmodica corsa contro il tempo, il reverendo l’avvocato faranno di tutto per ottenere un rinvio. Ma, come spesso accade la verità, se clamorosa, sembra avere vita più difficile della menzogna.

L’AUTORE John Grisham è autore di ventidue romanzi, un saggio, una raccolta di racconti e un libro per ragazzi. È nel comitato dell’Innocence Project di New York ed è presidente del comitato del Mississippi Innocence Project alla facoltà di legge della University of Mississippi. Vive in Virginia e in Mississippi.

Valerio Evangelisti chiude la saga di Eymerich








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REX TREMENDAE MAIESTATIS
di Valerio Evangelisti

Valerio Evangelisti ritorna al suo personaggio più popolare, Nicolas Eymerich, e chiude con questo episodio la lunga saga cominciata nel 1994.

Nel 1372 il nemico mortale di Nicolas Eymerich, Ramón de Tárrega, viene trovato impiccato nel convento di Barcellona. Il suo cadavere scompare misteriosamente e viene avvistato in Sicilia, isola sulla quale, da strani dischi luminosi, scendono creature gigantesche e ferocissime. I mostri si nutrono di carne umana e sono al servizio di una delle due fazioni baronali che da trent’anni si contendono la Trinacria. L’intero equilibrio di poteri nel Mediterraneo sta per crollare. Eymerich deve ricorrere a ogni risorsa della sua lucida crudeltà per sventare la minaccia e annientare il nemico. Ma è un Eymerich più debole che in passato, timoroso di una morte imminente. Tuttavia il destino che da bambino gli era stato sottilmente pronosticato dalla madre sta per compiersi. Ma cosa spiega i dischi luminosi e i giganti cannibali? Forse la soluzione è nell’anno 3000, in cui la giovane schizofrenica Lilith scopre sulla Luna l’arma segreta che ha condotto l’umanità alla follia. Il segreto originario riposa però a Napoli, a Castel dell’Ovo. Dove l’uovo, scoprirà Eymerich, è qualcosa di ben diverso da ciò che si credeva.

L’AUTORE Valerio Evangelisti è nato a Bologna nel 1952. Oltre alla saga di Eymerich ha pubblicato: Picatrix (1998), Magus (1999), Antracite (2003), Noi saremo tutto (2004), Il collare di fuoco (2005), Il collare spezzato (2006), La luce di Orione (2007), Controinsurrezioni, con Antonio Moresco (2008), Tortuga (2009) e Veracruz (2010). Ha vinto nel 1998 il Grand Prix de l’Imaginaire, il Prix Tour Eiffel l’anno successivo e il Prix Italia per la fiction radiofonica nel 2000.

Brigitte Bardot mi chiamò "sfigatò"...







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Io ballo da solo (Ingrandimenti)

IO BALLO DA SOLO
di Teo Teocoli

La prima autobiografia di Teo Teocoli, di una vita comica, scritta come un grande spettacolo di varietà, fatto di aneddoti e di sketch. Nato a Taranto nel 1945, Teocoli arriva a Milano nel dopoguerra e vede la città con lo sguardo di un bambino arrivato da Reggio Calabria. Il comico ricostruisce quegli anni attingendo a una serie di aneddoti esilaranti che attraversano i Sixties, la stagione dei play boy e la Saint Tropez di Brigitte Bardot - memorabile la sua partita a dadi con la diva che lo apostrofa "sfigatò". Poi i ricordi si spostano sulla costa Brava, a casa niente meno che di Salvador Dalì, insidiato da Gala, musa del Surrealismo, che aveva quasi novant'anni. Infine il ritorno in Italia e la leggendaria stagione del Derby Club con Gaber, Jannacci, Andreasi, Abatantuono, in una sorprendente Milano nera le cui notti sono dominate dalle bande di Turatello e di Vallanzasca. Il risultato è una grande e divertentissima storia italiana in cui non mancano rivelazioni inedite.

L’AUTORE Teo Teocoli è uno dei più grandi comici italiani viventi. Ha iniziato come cantante nel clan di Celentano negli anni '60. Verso la fine degli anni '60 ha lavorato nella versione italiana del celebre musical "Hair". E' poi approdato come cabarettista al Derby Club di Milano e in seguito nelle tv private, dove ha fatto coppia con Boldi. Quindi il successo con "Drive In" e la grande popolarità con "Emilio". E poi "Mai dire gol", con un'incredibile galleria di personaggi: Felice Caccamo, Peo Pericoli, Carletto Mazzone, Gianduia Vettorello. Dopo la divisione con la Gialappa's Band, torna al successo con le sue esilaranti partecipazioni a "Quelli che il calcio", dove ha interpretatonuovi e memorabili personaggi: Cesare Maldini, Gabriele Albertini, Adriano Galliani, Claudia Vinciguerra, Armando Cossutta, Enrico Cuccia.

Marilyn Monroe e l’amore







MARILYN
di Alfonso Signorini
Vivere e morire d’amore

Dopo aver narrato la vita di Maria Callas e Coco Chanel, Alfonso Signorini dedica a Marilyn un libro appassionato e appassionante, trasformando la sua vita magnifica e tragica in un grande romanzo d’amore. Questo libro ha due protagonisti: Marilyn Monroe e l’amore. Da una parte l’amore negato dell’infanzia fatta di violenze e solitudini e segnata dalla pazzia e dalla morte della madre che la costrinse a vivere i primi anni della sua vita fra orfanotrofi e famiglie adottive e che la spinse a sposarsi a solo sedici anni per uscire dall’incubo. Dall’altra l’amore per grandi uomini. Il libro ripercorre con il ritmo appassionate del romanzo tutti i grandi amori di Marilyn: Joe Di Maggio e la sua gelosia infernale, Arthur Miller che la introdusse negli ambienti
intellettuali, John Fitzgerald Kennedy e il famoso Happy Birthday, Mister President! entrato nella leggenda. Ci sono anche gli amori di passaggio quelli con Yves Montand, Tony Curtis e Marlon Brando. Alla fine ci sono alcol, droghe e psicofarmaci. E poi quella morte drammatica,
ancora misteriosa, comunque epica, che suggella la sua leggenda.

L’AUTORE Alfonso Signorini si è laureato in Filologia Medioevale all’Università Cattolica di Milano. È direttore di “Chi” e di “Tv Sorrisi e Canzoni”. Con Mondadori ha pubblicato Il Signorini (2006), Troppo fiera, troppo fragile. Il romanzo della Callas (2007) e Chanel. Una vita da favola (2009).


Mussolini e Petacci: anche questa è stata una storia d'amore








L’ULTIMA LETTERA DI BENITO
di Pasquale Chessa, Barbara Raggi

Mussolini e Petacci: amore e politica a Salò 1943-1945

Renzo De Felice, durante la stesura della sua monumentale ricostruzione della vita di Mussolini chiese più volte l'accesso al fondo Petacci, dove erano conservate le lettere tra il Duce e l'amante Clara Petacci durante il periodo di Salò. L'autorizzazione gli fu sempre negata. Pasquale Chessa e Barbara Raggi portano alla luce per la prima volta questa straordinaria documentazione, un fitto epistolario, centinaia di lettere che ci raccontano un inedito Mussolini e soprattutto permettono di ricostruire i 600 giorni di Salò, rispondendo a interrogativi inevasi e rivelando fatti insospettabili. Dalla fondazione della Repubblica sociale, con il processo di Verona e la fucilazione di Galeazzo Ciano, fino ai drammatici giorni prima di Piazzale Loreto, l'epistolario, commentato lettera per lettera dagli autori, è un vero e proprio viaggio tra i pensieri, i dubbi, i timori di Mussolini e le ragioni più profonde del progetto politico di Salò. E ci svela la figura storica di Clara Petacci, non solo amante e confidente del Duce, ma anche consigliere nelle trame che si giocano nei palazzi di potere.

GLI AUTORI Pasquale Chessa (Alghero 1947), ex vicedirettore ad personam di «Panorama», ha insegnato Storia dei fascismi in Europa all’Università La Sapienza di Roma. È autore di Rosso e nero (1995), libro intervista con Renzo De Felice. Da Mondadori ha pubblicato Guerra civile (2005) e, con Francesco Cossiga, Per carità di patria (2003) e Italiani sono sempre gli altri (2007).


ESISTONO ALMENO DUE ITALIE.








BRUTTE NOTIZIE
di Maria Luisa Busi

ESISTONO ALMENO DUE ITALIE.
C’è quella da cartolina, dove si mangia bene e i problemi non esistono o, alla peggio, si risolvono da soli. E c’è poi un’altra Italia fatta di povertà emergenti o consolidate, di disoccupazione e precariato, di mercificazione delle donne, di conflitti d’interesse, di uso politico dei media. In un Paese normale, un giornalista del servizio pubblico dovrebbe avere il diritto (e il dovere) di raccontare tutto questo. Ma da noi non funziona più così.
Lo dimostra Maria Luisa Busi, volto di punta del Tg1 delle 20 che, dopo anni di carriera, nel maggio 2010 ha lasciato la conduzione, perché non condivideva la linea editoriale del nuovo direttore. Brutte notizie spiega come il telegiornale più seguito, quello che per vocazione dovrebbe dare spazio a tutte le voci e le idee, è venuto meno al suo compito. Facile ottimismo, montaggio delle notizie spesso tendenzioso, informazione che si snatura in intrattenimento: così, quello che dovrebbe essere lo specchio fedele di un Paese deforma la realtà quotidiana di un’Italia stretta nella morsa della crisi economica e sociale.
Un libro che è un atto d’accusa dei meccanismi di manipolazione, ma diventa anche denuncia delle notizie oscurate — dalle condizioni dei terremotati dell’Aquila alla propaganda mediatica sull’immigrazione, dall’affaire Alitalia alle vite scritte a matita di milioni di precari e senza lavoro, sino ai suicidi degli imprenditori del Nord Est travolti dalla recessione — e restituisce finalmente voce agli invisibili di cui alcuni non vogliono sentire parlare.
“ Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il Tg1 l’ha eliminata.”
I dietro le quinte dell’informazione televisiva svelati da una protagonista che ha detto no.

L'AUTORE Maria Luisa Busi, giornalista, conduttrice, inviata per gli Speciali del Tg1, con i suoi reportage ha vinto tra gli altri il premio Saint Vincent, il Premiolino e il Premio Borsellino. Consigliera nazionale della FNSI, è stata per quasi vent’anni il volto di punta del Tg1 delle 20. Nel maggio 2010, ha presentato le sue dimissioni, non condividendo più la linea editoriale del telegiornale.


La nostra verità, senza presunzioni storiche...









LA PATRIA, BENE O MALE
di Carlo Fruttero, Massimo Gramellini

"Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l'abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un'aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile.
Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell'Italia Unita. Ma cosa vuol dire significative? Alcune erano obbligatorie, la breccia di Porta Pia, Caporetto, la marcia su Roma, il rapimento Moro, Mani Pulite, eccetera. Ma molte altre, non senza lunghe discussioni tra di noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili. C'è cronaca rosa e c'è cronaca nera, sinistri figuri stanno accanto a purissimi eroi, non manca Pavarotti, ma è assente la Callas. C'è il Vajont, ma non il Polesine. L'assassinio di Casalegno e non quello di Tobagi. Primo Carnera, Enrico Cuccia e Alberto Sordi non sono chiamati sul palco, solo citati di sfuggita.
Abbiamo letto un numero impressionante, ma sempre insufficiente, di testi relativi a ogni episodio, a ogni personaggio, ciascuno dei quali meriterebbe e in certi casi ha meritato, un intero volume, se non interi scaffali. Ma a ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido (il rivoluzionario Bakunin che fugge da Bologna travestito da prete, Roberto Saviano sulla sua Vespa scassata in un'esplosiva piazza di Napoli) per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all'essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese La Stampa che ha avuto l'idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un'infarinatura di storia d'Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l'hanno mai avuta. Si tratta di una categoria di persone che conosciamo bene, avendone fatto parte anche noi prima di metterci all'opera. Non che avessimo dimenticato proprio tutto. Ma certo si trattava di ricordi confusi. Ci è venuto il sospetto che non fossimo i soli a trovarci in questa condizione. E, da buoni italiani, abbiamo cercato di metterci una pezza.
L'impressione finale è che questa Patria sia una difficile Patria, più volte sull'orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli. C'è di che inorgoglirsi, ma purtroppo anche di che vergognarsi. Un Paese irritante, fastidioso, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme. E ovviamente molto di più avremmo potuto fare anche noi, narrando questa Patria nel bene e nel male."

Mosca 1936: la famigerata polizia politica








IL LADRO DI ICONE
di William Ryan

Nella Mosca del 1936, mentre lo spettro delle purghe staliniane allunga la sua ombra spaventosa sull’intero paese, è sufficiente una battuta infelice per essere prelevati in piena notte dall’NKVD, la famigerata polizia politica, e finire nella «Zona», campi di prigionia nel lontano Nord da cui i nemici dello Stato Sovietico, reali o presunti, non fanno mai ritorno.

Nemmeno un onesto poliziotto come Aleksej Korolev, stimato e fedele al Partito, può dormire tra due guanciali. Troppi sono i colleghi che ha visto cadere in disgrazia senza un motivo. E quando viene chiamato a indagare sulla morte di una giovane donna senza nome, torturata e poi sadicamente mutilata, non può che aprire la sua battuta di caccia tra le strade malfamate della capitale. Nulla ha a che vedere con la politica, questo omicidio, eppure Korolev sa che l’NKVD è solo un passo dietro di lui. Non sa invece di chi potersi fidare, se della potentissima organizzazione di Ladri che domina la città, se delle bande dei bambini di strada che vedono tutto, se dei funzionari di Partito che gli tendono la mano.

È un pericoloso traffico internazionale di opere d’arte quello in cui Korolev si trova invischiato, al cui centro c’è un oggetto sacro che per il popolo russo ha un valore inestimabile. Pur avendo poco da guadagnare e tutto da perdere, l’ostinato capitano vuole arrivare alla verità. A ogni costo, se non altro in nome di quella fede cristiana che è costretto a coltivare in segreto.

Nella cornice suggestiva della Mosca staliniana, William Ryan crea un grande thriller storico con intensi scorci di vita quotidiana, indimenticabili personaggi di carne e sangue – cittadini comuni, delinquenti, funzionari di Partito senza scrupoli –, ciascuno in bilico tra insubordinazione e ortodossia, ciascuno combattuto tra la speranza nel futuro, la disperazione del presente, l’orgoglio di appartenere a un grande paese.

Una serie di delitti turba le stanze del Vaticano





IL DENARO DEL DIAVOLO
di Pedro Ángel Palou

Una serie di delitti turba le stanze del Vaticano. Accanto ai cadaveri viene ritrovato un pezzo di tela nero e rosso, un indizio che riporta agli omicidi commessi dall’Ordine Nero, un gruppo di spie senza scrupoli infiltratosi nelle più alte sfere della Chiesa a partire dal XVII secolo. La soluzione del mistero potrebbe celarsi nel passato: negli intrighi di palazzo per far crescere il potere papale all’ombra di Mussolini e Hitler e nelle circostanze oscure che hanno portato alla morte di Pio XI e alla salita al soglio del suo successore Pio XII. Prima che la notizia delle morti si diffonda, il Generale dei gesuiti richiama dalla Giordania padre Ignacio Gonzaga, ben noto all’interno della Compagnia per le sue capacità investigative. Ma per il religioso e per la donna che lo accompagna nelle indagini, Shoval, un’enigmatica israeliana esperto medico forense, il viaggio verso il cuore oscuro di Roma sarà lungo e pieno di insidie.

L'AUTORE Pedro Ángel Palou (Puebla, 1966) è uno dei principali esponenti della Generación del Crack, che si propone di rinnovare la letteratura messicana liberandola dagli stereotipi del post-boom. Autore di diversi romanzi, con Il denaro del diavolo – caso editoriale e record di vendite in Messico nel 2009 – è stato finalista al Premio Planeta-Casa de América.

Dopo il Sangue dei vinti...









I VINTI NON DIMENTICANO
di Giampaolo Pansa

“Quando pubblicai Il sangue dei vinti nell’ottobre 2003, venni linciato dalle sinistre. Mi accusarono di tutte le perversioni, la prima di aver scritto il falso per ingraziarmi Silvio Berlusconi. Tre anni dopo, nel 2006, per l’uscita di un altro mio lavoro revisionista, La grande bugia, fui aggredito a Reggio Emilia da una squadra di postcomunisti violenti. Perché i nipoti dei trinariciuti dipinti da Giovanni Guareschi mi inseguivano? I motivi erano soprattutto due. Avevo dato voce ai fascisti, obbligati dai vincitori a un lungo silenzio. E avevo posto il problema del Pci e del suo obiettivo nella guerra civile: fare dell’Italia un paese satellite dell ’Unione sovietica. Oggi l ’Urss non esiste più, anche il Pci è scomparso. Eppure le sinistre continuano a non accettare che si parli delle pulsioni autoritarie dei comunisti italiani e del loro legame con Mosca. È per sf ida che nei Vinti non dimenticano ho scritto le pagine che mi ero lasciato alle spalle. L’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e Fiume, guidata dal servizio segreto di Tito, con migliaia di deportati scomparsi nel nulla: un esempio di quanto sarebbe accaduto nel resto d’Italia se il partito di Togliatti avesse trionfato. Le stragi in Toscana dopo la Liberazione. La sorte delle donne fasciste, stuprate e poi soppresse. La strategia del terrorismo rosso per eccitare le rappresaglie ed estendere il conf litto. Le uccisioni di comandanti partigiani e di politici socialisti e democristiani che si opponevano al predominio comunista. I lager infernali per i fascisti da fucilare, a cominciare da quello di Bogli. E senza nascondere le nefandezze degli Alleati. Come le violenze sessuali delle truppe marocchine a Siena. O i tantissimi civili uccisi dai bombardamenti angloamericani. La verità è sempre una chimera. Ma non si può cercarla quando si è accecati dalla faziosità politica. Nei Vinti non dimenticano ho rifiutato ancora una volta la storia inquinata dall’ ideologia. Questo mi fa sentire un uomo libero, come lo sono i miei lettori.” G.P.

L'AUTORE Giampaolo Pansa, nato a Casale Monferrato nel 1935, scrive per “Libero” e “Il Riformista”. Ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di grande successo. Tra questi ricordiamo Il sangue dei vinti, La Grande Bugia, I gendarmi della memoria, I tre inverni della paura, Il romanzo della guerra civile e I cari estinti.

Oggi ci facciamo due risate...









TUTTO QUELLO CHE NON VI HO DETTO... A OSTIA ANTICA
di Enrico Brignano

“Caro lettore, se sono riuscito a scrivere questo libro alla mia età è perché da bambino ho fatto le scuole dell’obbligo. Non per vantarmi ma io modestamente per la scuola c’ero portato; se non mi ci portava mio padre… e quando ci andavo?! Ma quando ci andavo ero bravissimo in tutte le materie: specialmente a copia. A me bastava un’occhiata e zacchete: fatto. Io copiavo de sguincio, di lato, a palombella, di riflesso sui vetri della classe… Io riuscivo a fare anche venti-trenta copie-minuto: mi chiamavano Canon il Barbaro. Ero talmente bravo a copia che, se il mio compagno di banco copriva il suo scritto con la mano, io gli copiavo pure la mano.”
"Ho cominciato ad accumulare roba da dire sin da piccolo, quando la mia voglia di divertire si scontrava con la fretta dei miei genitori per farmi diventare grande e trovarmi un posto fisso." Così Brignano presenta Le parole che non vi [appunto ai genitori] ho detto, spettacolo esilarante in cui descrive e commenta genialmente i vizi, le abitudini e le manie della gente comune, lui compreso. Dal matrimonio ai dialetti d'Italia, da "quel che siamo e quel che vorremmo essere" alle gite domenicali (con colossale mangiata), innumerevoli spunti danno origine a pezzi di bravura che vanno a comporre più di due ore di pura comicità. Dalle (s)memorie di Brignano, un ritratto acuto ed esilarante della vita di tanti italiani come noi.

NEL LIBRO Brignano passeggia a braccetto con la propria Memoria per rievocare con incontenibile forza comica quarant’anni di smemorie: scene scoppiettanti di vita quotidiana e grandi must per un attore come lui. Dal colloquio con il medico a Giulietta e Romeo di Scespi, dai ricordi di scuola a Tennis Williams con la sua Gatta sul tetto che scoppia, tanti divertentissimi quadri ricostruiscono un mondo tutto da ridere.

NEL DVD due ore di risate con uno spettacolo imperdibile ripreso nello storico Teatro di Ostia Antica e lo spassosissimo backstage inedito.
Accompagnato dall’aff ascinante Simona Samarelli e con emozionanti stacchi musicali, Brignano conquista il pubblico lasciando briglia sciolta alla sua anima comica. I vizi e le manie della gente comune, ma anche i ricordi passati della sua vita quotidiana e di attore diventano — grazie a un’espressività e a una verve assolutamente uniche — momenti di divertimento puro.
Tutto quello che non vi ho detto... a Ostia Antica, uno spettacolo di Enrico Brignano scritto con Mario Scaletta e Mirko Setaro, è tratto da Le parole che non vi ho detto, uno spettacolo di Enrico Brignano, scritto con Mario Scaletta, Augusto Fornari, Max Orfei, Massimiliano Giovanetti, Manuela D’Angelo.

L'AUTORE Nato a Roma, è cresciuto all'Accademia per giovani comici creata da Gigi Proietti, partecipa come comico e barzellettiere alla prima edizione del programma La sai l'ultima?, in onda su Canale 5.

La diva italiana per eccellenza





MONICA BELLUCCI

Nota a livello internazionale per la sua carriera di modella e attrice ed eletta donna ideale degli italiani secondo un recente sondaggio, Monica Bellucci è presente in maniera costante da anni sulla stampa che ne ha seguito la carriera in continua crescita. La sua prima parte come attrice è stata, nel 1992, la folgorante apparizione nel Dracula di Coppola; da allora ha partecipato a numerose produzioni sia italiane sia straniere e ha vinto il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista nel 2003 per Ricordati di me di Gabriele Muccino. Nel 2010 sarà sugli schermi con la produzione Disney L'apprendista stregone, assieme a Nicholas Cage. In questo volume Monica ha raccolto, scegliendole personalmente, le sue foto più belle, scattate da maestri dell'obiettivo quali Peter Lindbergh, Helmut Newton, Fabrizio Ferri, Richard Avedon, Ellen Von Unwerth, molte delle quali apparse su riviste di moda o su pubblicazioni di prestigio come il Calendario Pirelli.

La diva italiana per eccellenza, Monica Bellucci, si racconta attraverso un percorso fotografico in tutta la sua bellezza in un libro che uscirà domani nelle librerie. Edito da Rizzoli, il lavoro è la composizione di fotografie che ritraggono l’attrice tanto nella vita pubblica quanto in quella privata negli ultimi 20 anni: un excursus che lei ha fatto con piacere, senza il rammarico dell’età più giovane ormai “Ho deciso di realizzarlo durante la gravidanza di Leonie quando avevo più tempo a disposizione e ho scelto le fotografie eliminando le copertine e gli scatti di moda e prediligendo un discorso incentrato sul viso e sul corpo. E’ un addio gioioso alla mia giovinezza biologica e lo dico senza dolore. Rappresenta il mio passato, vent’anni di carriera vissuta, viaggi e incontri e non a caso finisce con le foto delle mie due bambine”.

Un lungo viaggio nel cuore del Mondo Magico











LUKA E IL FUOCO DELLA VITA
di Salman Rushdie

In una splendida notte stellata nella terra di Alifbay, la città di Kahani è teatro di un evento terribile: il famoso narratore Rashid, padre del dodicenne Luka, cade inesplicabilmente in un sonno così profondo che niente sembra in grado di risvegliarlo. Per sfuggire alla funesta eventualità di perderlo per sempre, Luka deve intraprendere un lungo viaggio nel cuore del Mondo Magico dove si nasconde ciò che nessuno ha mai osato sottrarre: il Fuoco della vita. Un viaggio pericoloso e pieno di fantasmagorici ostacoli, durante il quale Luka incontrerà amici fedeli e diabolici nemici, e sarà guidato da Nessunbabbo, una sorta di fantasma che somiglia al padre. Dopo aver dato prova del suo poliedrico talento affermandosi anche come uno dei migliori scrittori di fiabe con Harun e il Mar delle Storie, Salman Rushdie torna in veste di narratore puro con una favola incantata per i lettori di tutte le età, un libro sul naturale impulso dell'uomo a raccontare storie fin dalla notte dei tempi: il Mondo Magico in cui Luka si deve avventurare, infatti, non è altro che la creazione di un universo fantastico da parte di un padre per il proprio figlio. Caratterizzato da una strepitosa creatività linguistica, avventuroso e ricco di suspense, Luka e il Fuoco della vita ci invita a esplorare il prodigioso mondo dell'immaginazione dove tutto è possibile, per tornare alla vita reale più forti e migliori di prima.


L'AUTORE Salman Rushdie (Bombay, 19 giugno 1947) è uno scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.
È cresciuto a Bombay e ha frequentato il King's College di Cambridge in Inghilterra. È un cittadino britannico. Nel 1999 s'è sottoposto ad un delicato intervento alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista. Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale si è poi separato il 2 luglio 2007.
Nel 1988 scrisse I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.
La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione.
Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito. Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.
La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la condanna a morte dell'Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte".

Milano 1978: Le Brigate rosse e la mafia








APPUNTI DI UN VENDITORE DI DONNE
di Giorgio Faletti

1978: a Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all'ombra della Madonnina le bande di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la "Milano da bere" degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano i locali in cui la società opulenta, che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza. E proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari un uomo enigmatico, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno "sgarbo". Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l'amico Daytona. L'unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l'handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l'inizio di una nuova vita bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un'organizzazione terroristica. Un noir fosco su uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, in una Milano che oscilla tra fermenti culturali e bassezze morali.


L'AUTORE Giorgio Faletti (Asti, 1950) ha esordito nel mondo della narrativa con Io uccido, che solo in Italia ha venduto più di quattro milioni e mezzo di copie ed è stato tradotto in tutte le principali lingue del mondo. Uno straordinario successo confermato con i romanzi Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Io sono Dio e con l’antologia di racconti Pochi inutili nascondigli.

La vita di un semidio non è facile









PERCY JACKSON E GLI DEI DELL'OLIMPO2. IL MARE DEI MOSTRI
di Rick Riordan

La vita di un semidio a New York non è sempre facile, e quella di Percy Jackson è diventata una vera impresa da quando ha scoperto di essere figlio di Poseidone e deve trascorrere tutte le estati al Campo Mezzosangue, insieme ai suoi simili. Ma ora il campo è in grave pericolo: l'albero magico che lo protegge è stato avvelenato e non riesce più a difenderlo dalle invasioni dei mostri. Solo il Vello d'Oro può salvarlo! Ma è custodito su un'isola da Polifemo, nelle acque tumultuose del Mare dei Mostri. La missione è affidata alla figlia di Ares, ma Percy non può certo restarsene con le mani in mano - anche perché il suo satiro custode Grover è nelle grinfie di Polifemo!
Accompagnato dalla fedele Annabeth e dal nuovo amico ciclope Tyson, Percy dovrà intraprendere un viaggio per mare e affrontare le mille insidie che nasconde, dalla maga Circe al canto delle sirene. E come se non bastasse, la profezia dell'Oracolo si complicherà...
Chi sarà, tra i figli dei tre Grandi, a tradire gli dei dell'Olimpo?

L'AUTORE Insegnante di inglese e storia nelle scuole medie, Rick Riordan nel 2002 riceve il riconoscimento Master Teacher Award. In Italia diventa noto nel 2010 quando Mondadori pubblica Il ladro di fulmini, primo romanzo della saga Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e dal quale in contemporanea è tratto un film. Attualmente Riordan vive nella città di San Antonio (Texas) con la moglie e i due figli.





Un avvincente romanzo di investigazione: «tra intelligenza e cuore»

IL CAPPOTTO DI PROUST
di Lorenza Foschini

Storia di un’ossessione letteraria

A partire dal vecchio capotto appartenuto a Marcel Proust, scovato nel Museo Carnavelet, Lorenza Foschini propone al lettore un’elegante e avvincente investigazione dei paesaggi proustiani: dimore, rapporti, conflitti, sentimenti e riflessioni, persone e carte perdute e ritrovate. Dietro gli oggetti, l’indagine «tra intelligenza e cuore» di questo libro anima una galleria di personaggi, rappresentati anche in una serie di rare fotografie.
Coloro che hanno contribuito a tramandare la memoria di uno dei massimi scrittori del Novecento, e a rendere più comprensibile il libro della sua vita, vengono tratteggiati con perizia e ricchezza di particolari inediti: il raffinato bibliofilo Jacques Guérin, il rigattiere e collezionista inconsapevole Werner, l’ombroso fratello medico di Marcel, Robert, e l’acida moglie Marthe. Di tutti viene ricostruita in queste pagine la straordinaria, e talora involontaria, avventura all’ombra di un capolavoro e del suo grande
protagonista.

L’AUTRICE Lorenza Foschini, napoletana di nascita, già dal 1977 inizia a lavorare nel giornale “Il Mattino di Napoli”. Più tardi, nel 1986, diventa conduttrice e vaticanista per il TG2. Ha autoredatto il programma “Misteri” e condotto i programmi “Il filo di Arianna” e “La tomba di Pietro”. Ha pubblicato Misteri (1997) e alcune traduzioni di Marcel Proust. Attualmente è vicedirettore di Rai Notte.
NEL 150° ANNO DELL'UNITA' D'ITALIA, MOSTRIAMO CON UN GESTO CONCRETO CHE SIAMO UN PAESE UNITO, E NON SOLO UNA COZZAGLIA PERSONE MAL ASSORTITE. INVIAMO UN SMS DA 2 EURO PER AIUTARE LE ZONE COLPITE DALL'ALLUVIONE.
DOPO AVER SPEDITO L'SMS, CONDIVIDIAMO QUESTO MESSAGGIO. MDM

Dal Risorgimento allo scontro tra Berlusconi e Fini




Il CUORE E LA SPADA
di Bruno Vespa

Nel centocinquantenario dell'unità d'Italia, Bruno Vespa ripercorre quasi due secoli di vita italiana - dai primi vagiti del Risorgimento alle ultime convulsioni dello scontro tra Berlusconi e Fini che rendono problematico l'andamento dell'attuale legislatura - componendo un originale affresco in cui gli uomini e le donne che hanno fatto (e stanno facendo) il nostro paese escono dal Pantheon della storia per raccontare le loro vicende politiche e private. Rivivono così le gesta e gli amori degli «eroi» dell'epopea risorgimentale: Ca vour, impegnato a tenere a bada i drammatici pasticci organizzativi di Mazzini e il fantastico spirito d'avventura di Garibaldi; Vittorio Emanuele II e la contessa di Castiglione, con le loro imprese erotiche e patriottiche. E poi la geniale spregiudicatezza di Giolitti, convinto monogamo, e le follie sessuali e politiche di d'Annunzio; la tempestosa vita sentimentale di Mussolini e la solitudine di Gramsci. L'avventura del fascismo, nato con un enorme consenso popolare e precipitato nella tragedia di Salò; la gloria e gli orrori della Resistenza, la guerra di Liberazione e le vendette sui vinti. E ancora, il drammatico confronto tra De Gasperi e Togliatti, tanto diversi in politica come in amore, e l'Italia del miracolo economico, in un mondo congelato dalla guerra fredda. Moro, Fan fani e Andreotti, protagonisti democristia ni della lunga stagione del centrosinistra e del «compromesso storico», battezzato dal Par lamento proprio nel giorno del sequestro del presidente della Dc. L'irriducibile antagonismo tra Craxi e Berlinguer, gli anni di Tangentopoli, la fuga (e la morte) del leader socialista a Hammamet e, infine, l'avvio traumatico della Seconda Repubblica e del lungo - e tuttora inesaurito - protagonismo di Berlusconi nella vita politica italiana. A quest'ultimo scorcio della nostra storia sono dedicati i quattro capitoli finali, che ricostruiscono passo passo lo «sdoganamento» di Fini e l'alleanza con la Lega nell'inattesa vittoria del Cavaliere contro la «gioiosa macchina da guerra » di Occhetto, il ribaltone di Bossi e l'ambigua nascita del governo Dini. L'Ulivo di Prodi, la rottura con Bertinotti e il supposto «tradimento» di D'Alema e Marini; la rivincita di Berlusconi e le liti con Follini; il ritorno del Professore (con la larghissima ma debole Unione) e la sua caduta; il balzo del Cavaliere sul «predellino» di San Babila, il divorzio da Casini, il recupero di Fini, sino alla terza vittoria elettorale di Berlusconi, passato dal consenso del primo anno di governo agli attacchi causati dalle vicende di Noemi e di Patrizia D'Addario, al successo del G8, alle nuove vittorie elettorali e allo scontro con Fini, che, sentendosi isolato nel PdL, fonda un nuovo partito, Futuro e Libertà. Mentre, a sinistra, il segretario del Pd Bersani stringe patti con Vendola e Di Pietro, e insieme a Fini e Casini vuole varare una nuova legge elettorale per battere il Cavaliere, inseguito dall'inizio del suo impegno politico da una serie ininterrotta di processi. Vespa ha parlato con ognuno dei protagonisti della scena politica italiana. E di ognuno ci narra, con ritmo incalzante e ricchezza di dettagli, i colpi di genio e gli errori, gli amori e le debolezze, con quel gusto di raccontare che è la chiave del grande successo dei suoi libri.


I due “detective per caso” si ritrovano così...







UN INNOCENTE VAMPIRO
di Danilo Mainardi

Marzio Lavetti, cinquant’anni, professore universitario, è proprio stufo della vita accademica. Scartoffie, riunioni, coordinamento didattico finiranno per ucciderlo di noia. Unica via di fuga, un anno sabbatico per immergersi nella sola attività che ancora gli dà un brivido: lo studio sul campo del comportamento animale. In particolare, quello del vampiro Desmodus rotundus che vive in Florida, in piccole colonie.

Ma, appena atterrato negli Stati Uniti, Marzio scopre che Paolino, l’amico e collega americano che doveva ospitarlo, è stato colpito da un malore tanto improvviso quanto fatale, una rara forma di encefalite fulminante. È una morte strana, come strana è la morte di quel piccolo pipistrello che Marzio una sera trova nella sua stanza, ancora tiepido. L’illustre professore decide di vederci chiaro e nella sua indagine coinvolge Agnese, graziosa e vulcanica etologa napoletana, appassionata di bufali e di Pino Daniele.

I due “detective per caso” si ritrovano così al cuore di un cupo intrigo che investe un intero dipartimento dell’Università di Pointsville, Florida, in cui nessuno – professori invidiosi, spregiudicati ricercatori, oscuri assistenti – sembra innocente. E poi la posta in gioco è l’onore del piccolo Desmodus succhiasangue, che i tradizionali metodi investigativi additano come l’indiziato numero uno. Traccia dopo traccia, esperimento dopo esperimento, Marzio e Agnese arriveranno alla verità. Una verità inaspettata. Ancora una volta animali assolutamente deliziosi ed esemplari umani che lo sono infinitamente meno sono al centro del “giallo etologico” di Danilo Mainardi, che in questo caso è anche un affettuoso «risarcimento» alla reputazione di una creatura vilipesa dall’ignoranza e dalla superstizione.







Noioso come una piuma nelle mutande



MA PARLI SEMPRE DI CORSA
di Pasquale di Molfetta
LINUS

Che male c’è nell’avere una passione? Nessuno, soprattutto se è una passione sana, fortificante e coinvolgente. E pazienza se diventa un po’ ossessiva. Linus, il capo di Radio Deejay, parla sempre di corsa, la sua, quella che, cascasse il mondo, affronta tre volte alla settimana: martedì, giovedì e sabato o domenica. È un bisogno totalizzante e radicale, che lo ha trasformato da pigro quarantenne di grande successo a runner amatoriale con il pensiero fi sso sulla tabella di allenamento. In Ma parli sempre di corsa?, tormentone nato durante la sua trasmissione quotidiana “Deejay chiama Italia”, Linus racconta per fi lo e per segno l’esplosione della sua passione, del mondo che si è aperto davanti e dentro di lui, con tanti episodi divertenti e personaggi che meritano di essere conosciuti, fino a farlo somigliare a una sorta di versione italiana del saggio L’arte di correre di Murakami. Un libro intenso, divertente e contagioso, che fa venir voglia di infilarsi la scarpe da running e uscire a farsi una bella corsa